La parte difficile dei sistemi gesture non è immaginare tanti gesti. È costruire un sistema che sappia distinguere i gesti utili dal rumore del corpo reale.
AREPO come modulo di Sator
AREPO non è un progetto indipendente staccato dal resto. È una parte del sistema Sator e nasce per estendere l’interazione oltre la voce. In certi contesti parlare è naturale; in altri, più rapido o più comodo è agire con una rotazione, uno swipe, una combinazione di segnali motori o un cambio di modalità.
Il suo scopo è quindi duplice: rendere il sistema più fisico e allo stesso tempo mantenere un mapping chiaro tra gesto e comando. Niente danza interpretativa da fantascienza rumorosa. Piuttosto un piccolo vocabolario motorio affidabile.
Perché il Galaxy Watch 8 Classic
La scelta del Samsung Galaxy Watch 8 Classic è legata a due fattori principali: disponibilità di sensori e presenza della ghiera programmabile. Questa combinazione lo rende interessante non soltanto come dispositivo di acquisizione, ma anche come interfaccia di modalità.
La ghiera può infatti diventare un selettore rapido per cambiare modalità di registrazione o comportamento: un elemento fisico che aiuta a esplicitare lo stato del sistema e riduce ambiguità durante l’uso.
Funzioni immaginate per smartwatch e gesture base
- Rotazione del polso per controllo volume
- Swipe destra e sinistra come comandi rapidi di navigazione
- Swipe alto e basso per azioni contestuali o cambio livello
- Ghiera come selettore di modalità di registrazione o interazione
Il dataset di rumore come passaggio necessario
Un punto fondamentale del progetto è la raccolta di un dataset di rumore. Questa parte è cruciale perché nei sistemi gesture il nemico non è l’assenza di dati, ma l’eccesso di movimenti irrilevanti. Il braccio, il polso e la mano producono continuamente segnali. Se il sistema non impara il rumore, qualunque promessa di controllo preciso diventa fragile.
Lavorare sul rumore significa costruire una base più onesta. Prima si capisce che aspetto ha il gesto non intenzionale, poi si prova a separare il segnale utile. È una scelta meno appariscente, ma molto più solida.
Il bracciale custom e l’uso di entrambe le mani
Lo smartwatch da solo non esaurisce il concetto. L’idea è affiancargli un bracciale custom con ESP32, accelerometro e giroscopio, così da avere accesso anche all’altra mano e ampliare la lettura del movimento.
Questo apre possibilità molto più ricche: gesture bilaterali, conferme a due step, manipolazione più fine, riduzione dei falsi positivi tramite confronto tra i due lati e, in prospettiva, un lessico gestuale più stratificato.
Prototipazione fisica
Per i componenti custom la prototipazione è prevista in stampa 3D, usando PETG e TPU 95. Il primo per struttura e robustezza, il secondo per quelle parti in cui flessibilità e comfort diventano più importanti. La meccanica qui non è semplice involucro: è parte della qualità dell’interazione.
L’obiettivo reale di AREPO
L’obiettivo non è stupire con gesture teatrali, ma costruire un modulo che possa convivere con il resto del sistema. Gesture chiare, pochi falsi positivi, modalità leggibili, integrazione con Sator e possibilità di dialogare con moduli come ROTAS.
In questo senso AREPO è una lingua fisica secondaria del sistema: non sostituisce la voce, non la copia, ma la completa dove la mano diventa più rapida del linguaggio parlato.